Educazione e formazione

Le ricette del Dialogo. Cibo e storie per l’intercultura e l’integrazione

 

COSTRUIRE MURI? NO.
La Ricetta per la società multiculturale di oggi è il Dialogo.

Da questa convinzione nasce il progetto “Le ricette del Dialogo. Cibo e storie per l’intercultura e l’integrazione” che LVIA propone in Piemonte con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale.
Si tratta di trovare una formula, delle ricette per conoscersi e interagire tra persone diverse.
Da questo punto di vista, il cibo è un elemento che può aiutare. “Non conosci realmente qualcuno finché non ci mangi insieme” recita un detto arabo: il cibo è entrato nei proverbi popolari perché è parte delle nostra dimensione umana e, con un linguaggio universale, può mettere allo stesso tavolo persone tra di loro sconosciute, di varie provenienze e culture. Con le ricette culinarie si possono inventare nuovi piatti colorati e multiculturali, mostrando la bellezza delle diversità che, mescolandosi, creano qualcosa prima inesistente. E, restando nel linguaggio del food, con questo progetto si elaboreranno delle Ricette del Dialogo, ricette sociali che valorizzano la diversità, creano lavoro e diffondono inter-cultura.
Fare intercultura sul territorio è una caratteristica di LVIA, che mette a sistema questa esperienza con altri enti per attuare diverse formule e interagire con pubblici diversi.
Fino a settembre 2019, le tappe del progetto saranno scandite da tante attività che coinvolgono insegnanti e studenti, gruppi giovanili, immigrati, imprenditori e attori sociali.
Ogni Ricetta coinvolge diversi “cuochi”: è la forza del partenariato di questo progetto che vede attivi con LVIA, Slow Food, associazione Renken, cooperativa del commercio equo Colibrì, le associazioni della diaspora africana Panafricando e Asbarl, la Città di Torino e la Regione Piemonte.

LE RICETTE

SCUOLE E GIOVANI
Le scuole e i giovani hanno iniziato le attività nella cornice di Terra Madre. Qui, 17 gruppi giovanili hanno partecipato ad una formazione di 3 giorni organizzata da LVIA e si sono impegnati a realizzare attività interculturali, proponendo le proprie Ricette del Dialogo, su vari territori del Piemonte.
900 studenti e 44 classi sono invece i “numeri” delle 17 scuole protagoniste del progetto, accompagnate da LVIA, Renken e Colibrì. «A Terra Madre gli studenti di scuole elementari, medie e superiori hanno conosciuto tante comunità dal mondo, partecipato a laboratori, assaggiato cibi inusuali e stuzzicato la curiosità con la conoscenza delle culture tradizionali, scoprendo nuovi modi di vivere» racconta Ester Graziano, responsabile LVIA per le attività educative, che continua: «Adesso siamo in una fase di co-progettazione dei percorsi educativi con gli insegnanti». L’idea è declinare i temi del Cibo e dell’Intercultura nelle diverse materie scolastiche e poi passare all’azione sul territorio, dove saranno gli studenti a sensibilizzare famiglie, associazioni e istituzioni.

LE CUOCHE DAL MONDO
Cuoche di origine africana, asiatica e sudamericana partecipano al progetto attraverso il collettivo Ricette d’Africa, con l’associazione Renken, e le attività di Equochef, con la cooperativa Colibrì. Nei laboratori culinari delle cuoche africane, i cittadini vivono uno spazio di socialità in cui sperimentare come “a tavola” si superino stereotipi e pregiudizi. Le cuoche di Equochef, cucinando con gli studenti delle scuole alberghiere permettono ai ragazzi di esplorare il significato sociale, storico e culturale del cibo. Anche le associazioni della diaspora africana Panafricando e Asbarl collaborano proponendo eventi culturali e culinari e rendendo i migranti protagonisti d’integrazione.

IL RISTORANTE A CASA: quando sono i migranti a creare Dialogo
Il progetto vuole anche dare alle persone di origine straniera immigrate in Piemonte, degli strumenti per diventare autonomi e creare economia nel mondo del food. Abderrahmane Amajou di Slow Food spiega: «Sono iniziate le formazioni a 74 migranti per costruire un curriculum che valorizzi la loro diversità e le loro qualità nel mondo del lavoro». Le formazioni trattano i temi della stagionalità dei prodotti ma anche elementi normativi per organizzare eventi e avviare attività economiche.
Con l’accompagnamento di Slow Food, alcune di queste persone svilupperanno il proprio ristorante in casa, organizzando cene etniche e sociali per farsi conoscere meglio, partendo dalla tavola.

Anche le istituzioni hanno un ruolo importante: la Città di Torino attiverà un Bando di idee che premierà le migliori esperienze sul territorio legate al cibo e all’integrazione. E la Regione Piemonte interagisce con la propria competenza nell’Educazione alla Cittadinanza Globale con le scuole.

 

“Le ricette del dialogo” all'Università: il cibo come comunicazione e dialogo di culture

Seminario
Il cibo come comunicazione e dialogo di culture
nell’ambito del progetto “Le ricette del dialogo”

Università degli Studi di Torino
Dipartimento Politica e Società
Corso di Laurea in Comunicazione Interculturale
28 novembre - h. 10-12
Campus Luigi Einaudi - Palazzina Einaudi aula n.4

Interventi programmati

- Ore 10.10
Gli attori territoriali protagonisti del dialogo
Lia Curcio - Associazione LVIA

- Ore 10,20
Diritti umani, politiche locali e cooperazione internazionale: le ricette del dialogo
Maria Bottiglieri - Città di Torino

- Ore 10,35
I giovani protagonisti del dialogo
Ester Graziano - Associazione LVIA

Pausa 10,50 – 11,00

Ore 11,05
Da Terra Madre a Le ricette del dialogo
Abderrahmane Amajou e Igor Stojanovic- Slow Food

Ore 11,15
Le diaspore per “Le Ricette del Dialogo sul territorio”
Liuba Forte, associazione Panafricando

Ore 11,30
Dibattito

LE RICETTE DEL DIALOGO: in Piemonte i giovani diventano protagonisti di integrazione e intercultura

 
 
20 gruppi giovanili del Piemonte dalle aree di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino diventano protagonisti di integrazione e intercultura sul territorio. Come? Nell’ambito del progetto “LE RICETTE DEL DIALOGO” promosso dall’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale LVIA con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e finalizzato a promuovere inclusione e coesione sociale in Piemonte, attraverso il “linguaggio del cibo”.

Si parte da Terra Madre: dal 21 al 23 settembre i giovani parteciperanno ad un workshop di formazione organizzato da LVIA. «Questa tre giorni di formazione sarà un'occasione per fare rete con altri giovani e progettare come attivarsi nelle proprie comunità favorendo l’incontro interculturale, l’integrazione e la coesione sociale». Racconta Maurizia Sandrini, responsabile del progetto. A questo proposito, nei mesi successivi al workshop, i giovani organizzeranno nei rispettivi territori, con l’accompagnamento di LVIA, degli eventi legati al tema del cibo e dell’intercultura per attivare dinamiche di incontro, dialogo e convivialità tra culture.

I giovani partecipanti provengono da vari gruppi e associazioni, quali: 
  • nell’alessandrino le associazioni COMPANY, CAMBALACHE, CULTURA E SVILUPPO 
  • a Canelli, nell’astigiano il gruppo SOTTO IL BAOBAB
  • a Biella, MARAJA
  • nel cuneese ARTE MIGRANTE Cuneo, GRUPPO CLOWNTERAPIA Cuneo, ARTE MIGRANTE Alba, Consulta giovanile di Bra, ORIZZONTI DEL GUSTO di Bra, BISALTA YOUNG di Peveragno, MONDOQUI di Mondovì
  • a Novara, l’Associazione della Comunità Marocchina novarese per l’Integrazione e la Solidarietà (ACMIS)
  • Nel torinese ARTE MIGRANTE Torino, VILLAGGIO CHE CRESCE, GENTE DI ZONA SAN SALVARIO, SOLIDARITY, GRUPPO SCOUT Torino, ARTE MIGRANTE di Settimo Torinese, SOCIAL BEAUTY Torino
Il progetto LE RICETTE DEL DIALOGO promuove sinergie con tanti partner del territorio piemontese realizzando, fino a settembre 2019, nelle diverse province coinvolte, attività di educazione formale e non formale nelle scuole e nelle comunità, soprattutto con i giovani; attività di inclusione dei cittadini di origine straniera con avvio di attività imprenditoriali legate al cibo; cene interculturali e laboratori culinari per coinvolgere la cittadinanza “a tavola”; riflessione comune e diffusione di buone pratiche in eventi quali Terra Madre, Migranti Film Festival, Festival Internazionale della Cucina Mediterranea, Tavole Accademiche; partecipazione al Tavolo istituzionale “Cibo, Intercultura e Integrazione” per portare nuovo know-how alle istituzioni, alle diaspore, e agli attori sociali operanti nel settore. Il progetto è promosso da LVIA in partenariato con Slow Food, associazione Renken e cooperativa Colibrì, associazioni delle diaspore africane Panafricando e Asbarl, Comune di Torino e Regione Piemonte.

Riprendendo un detto arabo "Non conosci realmente una persona finché non mangi con lei", il presidente di LVIA Alessandro Bobba spiega: «Il progetto “Le ricette del dialogo” promuove in Piemonte l’incontro attraverso le varie dimensioni del cibo come la socialità, il lavoro e la cultura. Il cibo, come punto di contatto tra le persone di varie nazionalità, può attivare dinamiche di dialogo interculturale ed inclusione sociale».
 

 

LE SCUOLE DEL TORINESE E DEL CUNEESE ELABORANO LE “RICETTE DEL DIALOGO” PER UNA SOCIETA’ PIU’ COESA

900 studenti, 44 classi. Sono i “numeri” delle 19 scuole protagoniste del progetto “Le Ricette del Dialogo – cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione” nelle province di Cuneo e Torino. Il progetto, promosso dall’associazione LVIA in partenariato con Slow Food, Cooperativa Colibrì di Cuneo, Associazione dei senegalesi di Bra Asbarl, Associazione Renken e Associazione delle diaspore africane Panafricando a Torino, la Città di Torino e la Regione Piemonte con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è attivo in Piemonte coinvolgendo il territorio regionale fino a settembre 2019 in attività con gruppi giovanili, scuole, cittadini di origine straniera e la cittadinanza intera per elaborare e attuare delle RICETTE DEL DIALOGO: azioni di intercultura e integrazione che, attraverso il veicolo del cibo, favoriranno l’incontro e il dialogo e rafforzeranno la coesione sociale scardinando facili pregiudizi rispetto ad una diversa cultura, religione o colore di pelle.

«Le attività con le scuole sono iniziate con la visita a Terra Madre, dove gli studenti di scuole elementari, medie e superiori hanno potuto conoscere tante comunità dal mondo, visitare gli stand dei produttori, partecipare a laboratori, assaggiare cibi inusuali e stuzzicare la curiosità con la conoscenza delle culture indigene e tradizionali, scoprendo novi modi di vivere» racconta Ester Graziano, responsabile LVIA per le attività educative, che continua: «Adesso siamo in una fase di co-progettazione dei percorsi educativi con gli insegnanti». L’idea è quella di declinare i temi del Cibo e dell’Intercultura nelle diverse materie per poi passare dalla didattica in classe, all’azione al di fuori delle mura scolastiche, con attività che gli studenti organizzeranno entro la fine dell’anno scolastico per promuovere in concreto l’intercultura attraverso il linguaggio del cibo, coinvolgendo famiglie, associazioni e istituzioni del territorio. 
I percorsi nelle scuole saranno vari e ampi e vi parteciperanno 10 istituti della provincia cuneese e 9 della provincia di Torino.

Nel torinese, insieme a LVIA che opera in 2 scuole superiori e 2 istituti Compresivi a Torino e Sant’Antonino di Susa, l’Associazione Renken sta accompagnando con i percorsi educativi 2 scuole medie e 3 scuole alberghiere di Torino, portando l’esperienza del Collettivo delle Cuoche Africane che saranno le formatrici dei laboratori dedicati a singoli paesi ed alle rispettive cucine, e racconteranno la loro storia personale legata al cibo e come “a tavola” si possano superare stereotipi e conoscere una diversa cultura. Alcune delle scuole coinvolte hanno inoltre già attivato degli scambi culturali con omologhe scuole senegalesi.

Nel cuneese, insieme a LVIA - che opera in 5 Istituti Comprensivi a Borgo San Dalmazzo, Alba, Bernezzo, Cuneo e Busca -  la Cooperativa del commercio equo e solidale Colibrì sta coinvolgendo 5 Istituti di formazione Alberghiera a Bra, Alba, Mondovì, Dronero e Barge dove porterà l’esperienza educativa del progetto Equochef - l’etica in cucina: delle cuoche africane, sudamericane e asiatiche guideranno gli studenti alla scoperta di sapori e ingredienti dalle rispettive terre di origine. Oltre a cucinare insieme agli studenti, le cuoche-animatrici racconteranno la storia di ciascun piatto, permettendo così ai ragazzi di esplorare il significato sociale, storico e culturale del cibo.

«Le scuole insieme ai partner di progetto stanno progettando i percorsi scolastici, dove noi associazioni mettiamo a disposizione il patrimonio di conoscenza maturato in termini di dialogo interculturale, tra “autoctoni” e “immigrati” ma anche tra diverse generazioni e tra città e campagna» conclude Ester Graziano di LVIA.

Aspettiamo quindi nei prossimi mesi le tante attività che saranno organizzate dai giovani studenti che comunicheranno al territorio ciò che hanno appreso con un’azione di cittadinanza attiva e responsabile.

Aggiornamenti sulla Community Facebook Le Ricette del Dialogo 
 

IL VILLAGGIO CHE CRESCE. Comunità inclusive crescono nell’area ex-MOI di Torino

 
tutte le foto sono di Claudio Martoglio 
 
«Nei giardinetti si vedevano pochi bimbi. Le mamme non permettevano ai figli di scendere sotto casa a giocare ‘perché è sporco, degradato, c’è gente poco raccomandabile’ dicevano. Adesso non è più raro vedere nei cortili bimbi che giocano Insieme; le mamme escono dalle loro case, iniziano a conoscersi e ad apprezzare il posto in cui vivono perché scoprono che i bambini possono giocare tranquilli».
Ce lo racconta Vanessa Marotta, coordinatrice di LVIA del progetto “Villaggio che cresce” nella zona ex-Moi di Torino.
 
L’area ex-Moi a Torino
La zona ex-Moi nel quartiere Borgo Filadelfia di Torino ha avuto, negli anni, diverse identità: dal 1933 ha ospitato il Mercato ortofrutticolo all’ingrosso (il Moi, appunto) fino al 2001, quando il complesso è stato dismesso e ristrutturato per accogliere parte del villaggio olimpico in occasione dei Giochi invernali di Torino 2006; oggi, vi convivono case popolari, un ostello della gioventù, le palazzine occupate abusivamente da profughi, uno studentato universitario, alcune famiglie in accompagnamento abitativo ed un Cohousing. Un puzzle che sembra impossibile da comporre.
Da un punto di vista urbanistico, l’area è una stretta lingua di cemento del tutto marginale rispetto alle dinamiche del quartiere, compressa tra due strade ad alto scorrimento e lo scalo ferroviario del Lingotto. Qui non è semplice identificarsi in una comunità.
Potenzialmente, gli abitanti dell’ex-Moi nell’arco dell’intera giornata potrebbero incontrare solamente altri abitanti della zona, vivendo un isolamento urbano che causa anche emarginazione sociale.
I bambini vivono in situazione di deprivazione culturale ed educativa e sono
esposti ad un alto rischio di dispersione scolastica. Si vive un estremo disagio sociale.
Tra gli abitanti delle case occupate, molti africani hanno fatto viaggi estenuanti, attraversato deserti, sofferto abusi e violenze. Accanto a loro ci sono le famiglie delle case popolari e quelle beneficiarie dell’accompagnamento abitativo, seguite dai servizi sociali.
È in quest’area che LVIA partecipa alla realizzazione del progetto “Villaggio che cresce” attraverso il quale «L’intenzione è di radicare legami relazionali forti favorendo la dimensione di ‘Villaggio’ in cui può essere piacevole far crescere i propri bambini» conclude Vanessa.
 
Angelo Conti, Fondazione La Stampa - Specchio dei Tempi
A dirla tutta, il Moi ai torinesi ha sempre fatto un po’ paura.
L’occupazione delle quattro palazzine dell’ex Villaggio Olimpico, inserite in un più ampio contesto di edilizia popolare, ha spaventato sin dall’inizio. Al punto da indurre le amministrazioni che si sono succedute in questi anni ad una posizione passiva, di presa d’atto
del fenomeno, senza tentare alcun tipo di intervento o di reale gestione. Così l’area occupata si è progressivamente trasformata in un ghetto, in un bunker oltre al quale non si riusciva a guardare, mentre lo sgombero più o meno coatto era l’unica soluzione che si riusciva ad ipotizzare.
La Fondazione La Stampa - Specchio dei tempi ha cominciato ad occuparsi del Moi lo scorso inverno, quando ha ricevuto segnalazioni di presenze, in orario scolastico, di bambini e ragazzi sui prati intorno alle palazzine occupate. C’era dunque un fenomeno di non scolarizzazione o di scolarizzazione molto parziale da affrontare, tanto più grave nell’ottica di facili e possibili devianze in ragazzi palesemente a rischio.
Il primo contatto è stato con la dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Pertini (competente per territorio) e con la Direzione Scolastica Regionale. Registrato il loro appoggio, si è passati ai partner sul territorio. Con le associazioni Acmos e LVIA, e con l’aiuto anche del gruppo informale Arte Migrante, è stato redatto il progetto “Il villaggio che cresce” che ha trovato l’immediato finanziamento della Fondazione Specchio dei tempi. Già a marzo, appena 40 giorni dopo la nascita dell’‘idea’, si è entrati nella fase operativa, con l’inizio degli incontri al Moi.
Due gli step del progetto: l’avvicinamento e il coinvolgimento di ragazzi e bambini, la presa di contatto con le famiglie.
Il risultato è stato molto positivo: fra aprile e luglio sono state registrate 77 adesioni con una media di presenza agli incontri (inizialmente con cadenza settimanale il sabato, poi estesa anche al mercoledì) di una trentina di ragazzi. Particolare successo hanno poi riscosso gli appuntamenti di “Estate Ragazzi” che è stato ospitato nei locali e nello spazio verde di Hiroshima Mon Amour, struttura prospicente l’ex villaggio olimpico.
Il progetto, ormai stabilizzato su una cadenza bisettimanale, ha ripreso il suo corso con l’inizio dell’anno scolastico. Con i docenti degli istituti “Pertini” e “Via Sidoli”, è stato concordato uno scambio di informazioni didattiche sui percorsi di apprendimento dei singoli ragazzi, che mostrano differenze sostanziali di conoscenza della lingua italiana, oltre che di profitto scolastico. Intanto il Comune ha concesso, dall’autunno, la disponibilità di più ampi locali.
La Fondazione La Stampa-Specchio dei tempi ha già provveduto a finanziare l’attività sino al settembre 2018 e intanto sta muovendo i primi passi anche il progetto “Il Villaggio che lavora” per sostenere i percorsi scolastici e formativi dei ragazzi fra i 14 ed i 18 anni che si mostreranno disponibili ad un concreto inserimento nel mondo del lavoro. 
 
L’INTERVENTO

Da marzo 2017 l’equipe degli educatori, che comprende anche mediatori linguistici, studenti di facoltà umanistiche, antropologi, giovani del territorio, ha coinvolto un’ottantina di bambini e bambine tra i 3 ed i 16 anni. La partecipazione è diffusa indistintamente tra i bimbi e le famiglie delle case occupate, delle case popolari, degli accompagnamenti abitativi.

 
SOSTEGNO ALLO STUDIO
«I bambini vivono situazioni molto diverse per provenienza, lacune linguistiche e cognitive, difficoltà di apprendimento. Più che aiutarli a fare i compiti, cerchiamo di trasmettere con attività ludiche, contenuti e conoscenze legate alle materie scolastiche.
Collaboriamo con la scuola Pertini per un approccio orientato alle caratteristiche del singolo bambino. Nel tempo è nata una bella solidarietà, i bimbi mostrano la volontà di aiutarsi reciprocamente. Questa è un’opportunità unica per far emergere le potenzialità da quel territorio. Unica, perché oggi non ce ne sono altre».
Francesco Miacola

ATTIVITÀ LUDICO CREATIVE
«Ogni sabato facciamo con i bambini laboratori di teatro sociale e di comunità, per mettere in scena una storia a partire dai loro racconti su alcuni macro-temi - accoglienza, emozioni, viaggio, ricordi.
È per loro uno spazio per essere ascoltati ma soprattutto per realizzare qualcosa di gratificante. Bambini e ragazzi possono sperimentare varie dimensioni dei propri sensi: nei primi tempi, ad esempio, quando ci mettevamo in cerchio avevano difficoltà a darsi la mano ma poi hanno iniziato a farlo naturalmente. Qui le persone vivono tutte vicine in uno spazio piccolo ma le dinamiche di vita sono molto diverse: diversi i luoghi, diverse le storie familiari, diverso il vissuto scolastico. I bambini Imparano a confrontarsi anche su questo. Il sabato pomeriggio si chiude con una merenda tutti insieme, ed è stata una grande emozione quando le mamme ci hanno fatto una sorpresa organizzandoci una merenda fatta da loro. È stato il loro modo di dirci grazie».
Grazia Difonzo
 
EDUCATORE AL VILLAGGIO
«Non si può non constatare con meraviglia l’esperienza degli educatori che risiedono nelle case occupate: giovani attivi, con tanta voglia di imparare e, nonostante le loro condizioni di vita non semplici, di esserci per questi bambini.
Diversi bambini hanno molte difficoltà di socializzazione e atteggiamenti aggressivi così, attraverso le attività ludiche lavoriamo sull’affettività e le relazioni. I primi mesi, i bimbi giocavano da soli, raggruppati in nazionalità diverse, italiani, rumeni, marocchini….
Ora giocano insieme, è un bellissimo risultato. Con il tempo, la voce è iniziata a girare tra le mamme e hanno partecipato sempre più persone. Stiamo costruendo una relazione di fiducia con le famiglie e con questi bimbi, sento adesso tanto affetto, i bambini mi raccontano della loro vita. Sto facendo un corso di formazione di animatore d’infanzia e per me questa è anche un’occasione di crescita professionale e di esperienza sul campo. Con tutte le situazioni difficili che ci sono qua, è importante che le persone vedano che non sono da sole»
. Lamin Sidi Mamman
 

Aperte le candidature per 20 borse di studio per il primo Master in ICT for development and social good!

MASTER ICT FOR DEVELOPMENT AND SOCIAL GOOD

Aperte le candidature per 20 borse di studio a copertura parziale o totale. Scadenza: 16 settembre 2018

"ICT for Development and Social Good" è il primo Master universitario in Italia incentrato sull'applicazione delle tecnologie digitali nei progetti sociali e di cooperazione internazionale.

Il Master è nato da un sogno iniziato quattro anni fa, quello di offrire una formazione professionale nell'ambito delle ICT per lo sviluppo.  Oggi questo sogno diventa realtà, grazie alla collaborazione tra l'Università degli Studi di Torinoe Ong2.0, al supporto tecnico e scientifico di Consoft Sistemi e di SAA - School of Managemente grazie al sostegno del progetto "Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile" realizzato dall’ong CISVin collaborazione con 21 partners su tutto il territorio nazionale e cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppoe da Compagnia di San Paolo.

Da questa settimana sono aperte le candidature per ottenere una delle 20 borse di studio, messe a disposizione dal progetto "Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile".

Le opzioni per partecipare sono due:

 1) FULL MASTER MODEL: prevede 15 moduli di formazione online interattiva in diretta audio-video, a cui si aggiungono 3 corsi intensivi residenziali presso il Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino e un tirocinio finale.

Questa formula comporta l'ottenimento del Diploma di Master di Primo Livello, rilasciato dall'Università degli Studi di Torino.

Per questa formula sono previste 10 borse di studio a copertura parziale.

2) ONLINE-ONLY ATTENDING MODE: si svolge interamente online e consiste in 15 moduli di formazione interattiva in diretta audio-video con esercitazione finale .

Per questa formula sono previste 5 borse a copertura completa + 5 borse a copertura parziale.

Per informazioni e candidature:

https://www.ictforsocialgoodmaster.eu

Le ricette del dialogo. Cibi e storie per l’intercultura e l’integrazione

 
Il progetto "Le Ricette del Dialogo" ha iniziato le sue prime attività.
Ecco la scheda progetto: 
 
Dove: Piemonte, Italia
Settori: Educazione alla Cittadinanza Globale, Intercultura, Inclusione
Valore: 463.234,08 Euro
Partner e finanziatori: Slow Food, Renken Onlus, Cooperativa Colibrì, Panafricando, Asbarl, Città di Torino, Regione Piemonte, Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo
Beneficiari diretti: 
Quando: 2018-2019  
 
Descrizione sintetica del progetto
La migrazione non è emergenza ma una caratteristica del nostro secolo. Il Piemonte, territorio che conta una popolazione straniera residente superiore alla media nazionale (9,5% della popolazione, a fronte di una media nazionale dell’8%), è terra di migrazioni fin dalla metà del Novecento. 
Un detto arabo dice "non conosci realmente una persona finché non mangi con lei".
Riconoscendo la forte interconnessione tra cibo/migrazione e tra cibo/cultura, il progetto agisce promuovendo il dialogo e l’incontro attraverso il “linguaggio del cibo”.
Il progetto attiva il dialogo interculturale e l’inclusione sociale tramite il cibo quale elemento di socialità, punto di contatto tra le persone di varie nazionalità.
Il cibo è veicolo di contaminazione e conoscenza, di crescita economica e occupazione.
 
Obiettivi e attività
Attraverso un partenariato con ampie e diverse competenze, il progetto coinvolge diversi settori della società piemontese agendo per:
  • migliorare la comprensione critica della società plurale
  • aumentare l’inclusione sociale e lavorativa della popolazione di origine straniera. 

Questi due assi d’intervento sono finalizzati a migliorare, la crescita inclusiva del territorio in Piemonte, attraverso il dialogo interculturale e il “linguaggio del cibo”

Attraverso:
1. Un piano di educazione formale e non formale su 7 province piemontesi destinato alle scuole e alle comunità, soprattutto ai giovani (9.370 beneficiari diretti e 45.000 indiretti). Le attività:
  • Co-progettazione con 20 scuole di Torino e Cuneo di percorsi educativi “Cibo, Intercultura e Inclusione” 
  • 40 cicli di laboratori di educazione alla cittadinanza globale e gastronomici nelle classi
  • 20 eventi pubblici realizzati a Torino e Cuneo dagli studenti per promuovere l’intercultura e l’inclusione attraverso il cibo
  • Formazione residenziale “Cibo, Intercultura e Inclusione” nell'ambito di "Terra Madre" a Torino, per 15 gruppi giovanili di 7 province piemontesi
  • 15 eventi organizzati dai gruppi giovanili nelle 7 provincie, per attivare l'incontro attraverso il cibo
  • 15 Biblioteche Viventi nelle 7 province piemontesi
  • 6 cicli di laboratori culinari aperti alla cittadinanza che valorizzano l’integrazione delle culture gastronomiche  a Torino

2. Un percorso per i migranti per promuovere la partecipazione sociale e inclusione lavorativa attraverso la formazione (60 migranti e 10 associazioni), l’avvio di idee imprenditoriali che si basano su “Cibo e Intercultura” (10 migranti), l’accompagnamento all’inserimento lavorativo. 

  • 4 percorsi formativi per 60 migranti e accompagnamento all’apertura di almeno 10 "Ristoranti a casa" nelle 7 province coinvolte, gestiti da migranti che aprono le porte delle proprie case per far conoscere la propria cultura attraverso la cucina
  • 1 Fondo premiante le 10 migliori idee imprenditoriali da parte di migranti in ambito “Cibo e Intercultura”
  • Accompagnamento all’inserimento lavorativo e incontro tra migranti e imprese
  • 10 eventi gastronomici da parte di 10 associazioni di migranti per favorire l’incontro e lo scambio con la cittadinanza

3. L'attivazione di Tavoli e bandi istituzionali e la partecipazione ad eventi di rilievo sul territorio:

  • Capitalizzazione del progetto al Tavolo istituzionale promosso dalla Città di Torino “Cibo, Intercultura e Integrazione”, nato dall’esperienza “Microaction for Food”
  •  1 Bando di idee per la selezione di Microaction sul tema “Cibo, Inclusione e Intercultura” con 5 premi destinati alle migliori esperienze sul territorio della Città metropolitana
  • Organizzazione di uno Spazio migranti all’interno di Terra Madre 2018, Migranti Film Festival di Pollenzo, Festival Internazionale della Cucina Mediterranea di Torino
  • 7 incontri presso le Tavole Accademiche dell’UNISG di Pollenzo
Il cibo è entrato in tanti detti popolari, è parte della nostra dimensione umana: è socialità, cultura, veicolo di integrazione e di sviluppo sociale ed economico.
Info: Community "Le Ricette del Dialogo"
#lericettedeldialogo #cibo #intercultura
 
Video 1 - Le Ricette del Dialogo nel workshop giovani Video 2 - LE RICETTE DEL DIALOGO - formazione migranti
 
 
 
 

 

Abbiamo riso per una cosa seria

Al via la XVI edizione della Campagna nazionale

“Abbiamo RISO per una cosa seria”

La XVI Campagna nazionale "Abbiamo riso per una cosa seria" a favore dell'agricoltura familiare in Italia e nel mondo, promossa da FOCSIV – Volontari nel Mondo (a cui LVIA è associata) insieme a Coldiretti e Campagna Amica, torna dal 16 aprile in televisione, per arrivare nelle piazze italiane con il tradizionale pacco di riso 100% italiano. L'iniziativa, anche per questa edizione, si avvale del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della diffusione nei Centri Missionari Diocesani della CEI, grazie alla collaborazione con l’8x1000 alla Chiesa Cattolica e UBI Banca. Testimonial Antonello Fassari, attore comico, e Giancarlo Perbellini, chef pluristellato.

Il riso è l’alimento più prodotto e consumato al mondo e per questo è diventato il simbolo della Campagna: un grande movimento che crea alleanze tra contadini e consumatori, città e campagne, comunità dei paesi del Nord e del Sud del mondo, uniti per difendere chi lavora la terra e per garantire il diritto al cibo a tutti, a partire dai più vulnerabili.

LVIA è co–promotrice della Campagna in virtù del suo pluriennale impegno nei paesi dell’Africa Subsahariana al fianco dei piccoli produttori.

 

       LA CAMPAGNA

 LO SPOT

  IL PROGETTO LVIA

        LE PIAZZE LVIA
 

 


 
Novità di questo anno è la pubblicazione del Rapporto “I padroni della Terra”, presentato a Bari il 27 aprile all'interno della manifestazione Villaggio Contadino di Coldiretti. Il Rapporto, pensato e redatto da FOCSIV che si è avvalsa della collaborazione di Coldiretti, affronta la questione su chi siano i reali proprietari delle terre coltivabili e chi ne abbia il controllo, ma è anche al tempo stesso una denuncia ed una riflessione su quanto sta accadendo in ogni parte del mondo: l'accaparramento del suolo e delle terre più fertili, le cui gravi conseguenze ricadranno su tutti per generazioni. Questa prima edizione è dedicata al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell'ambiente e la scomparsa delle biodiversità.
 
"Il nostro è un grande movimento, rappresentato dai milioni di chicchi di riso offerti dai nostri volontari i primi giorni di maggio, che ribadisce come nessuno di noi sia disposto a delegare alcuno per ciò che ci riguarda più da vicino: il liberarci dalla schiavitù dei prezzi imposti dalle multinazionali dell'agroalimentare, dal fenomeno del caporalato, dai condizionamenti dell'agribusiness, dai cambiamenti climatici e dalle cause che portano all'emigrazione di milioni di persone. - ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.
 
TUTTI POSSONO SOSTENERE LA CAMPAGNA!
Se vuoi partecipare e diventare anche TU un volontario, se vuoi coinvolgere il tuo gruppo ed entrare nella nostra rete di sostenitori, chiamaci allo 011.74.12.507 oppure scrivi a italia@lvia.it
 
Per approfondimenti sulla Campagna visita il sito www.abbiamorisoperunacosaseria.it

 

Dal 16 aprile al 6 maggio con un SMS da cellulare personale o con una telefonata da rete fissa al 45589, si potrà sostenere un unico grande progetto con un intervento in Italia e 39 nel mondo in difesa di chi lavora la terra. 

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Partecipa anche tu, posta la foto del tuo sorriso o di quello di un amico e scrivi #RISOxunacosaseria con @Focsiv e @LVIAong 

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Banca di Cherasco sponsor della LVIA - Continua il supporto della BCC di Cherasco alle attività della LVIA

Cuneo, 12 marzo 2018 – Si è svolto ieri, domenica 11 marzo, il concerto canoro “Piccole voci per LVIA” di oltre trecento bambini delle scuole elementari di Cuneo, Borgo San Giuseppe, Busca e Bombonina. Durante l’esibizione è stata presentata alla platea la campagna LVIA “Acqua è Vita” per sensibilizzare sul tema del diritto all’acqua i genitori e sono state presentate le azioni intraprese da LVIA nei Paesi africani in cui opera. Lo spettacolo dei ragazzi è parte del percorso iniziato nelle scuole dall’associazione con sessioni informative finalizzate a spiegare ai bambini il tema del difficile accesso all’acqua e al cibo dei bimbi africani. Il Direttore Generale di Banca di Cherasco, Pier Paolo Ravera, e il Direttore della filiale di Cuneo, Gabriele Blangetti, hanno portato il saluto dell’Istituto alle famiglie presenti.
 
LVIA – Associazione Internazionale Volontari Laici è una Ong attualmente presente in dieci paesi africani che realizza, con le popolazioni e le autorità locali, programmi di sviluppo con l'obiettivo di sradicare la povertà e creare le condizioni economiche, sociali e ambientali necessarie allo sviluppo delle potenzialità umane. In Italia, LVIA promuove la cittadinanza attiva e responsabile per costruire una società più inclusiva e interculturale.
 
In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, in primavera, LVIA organizzerà eventi di piazza con l’offerta al pubblico di piantine aromatiche, per condividere le proprie attività e sensibilizzare la società sulla crisi idrica mondiale. Durante l’evento saranno raccolte offerte per finanziare la Campagna “Acqua è vita” che vuole garantire il diritto e l’accesso all’acqua sicura e potabile alle popolazioni africane che ancora ne sono prive. Ad ottobre, per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, LVIA organizzerà alcuni momenti in piazza, con l’offerta al pubblico di mele: un’occasione per condividere con la cittadinanza i temi di sviluppo sostenibile, accesso al cibo, interdipendenze globali, lotta allo spreco, produzione sostenibile. In entrambe le attività saranno nuovamente coinvolti gli studenti del territorio in un percorso di crescita e di consapevolezza.
 
“Da alcuni anni Banca di Cherasco ha scelto di sostenere l’importante lavoro della LVIA” spiega Pier Paolo Ravera, Direttore Generale di Banca di Cherasco “Siamo lieti di poter contribuire alle attività di questa associazione e, in particolare, di sostenerla nella sensibilizzazione dei ragazzi e delle loro famiglie di questi importanti temi sociali. Il nostro Istituto condivide e promuove l’obiettivo di LVIA nella promozione delle buone pratiche di solidarietà verso i più giovani".
 
La campagna di informazione “Acqua è Vita”, lanciata nel 2003 in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua, chiede a singoli cittadini, associazioni, imprese, scuole e istituzioni un impegno concreto per farsi "Portatori d'Acqua" adottando comportamenti sostenibili nell'utilizzo di questa preziosa risorsa. “Solo nel 2016 LVIA ha potuto garantire l'accesso all'acqua e a servizi igienici a 180.000 persone in 10 paesi africani” dichiara Ezio Elia, Presidente LVIA. “Se pensiamo che ancora oggi il 30% della popolazione mondiale, ovvero 2,1 miliardi di abitanti, non possiede nella propria abitazione un accesso continuato e sicuro all'acqua potabile, e che il 60% della popolazione (4,4 miliardi di persone) non ha accesso a servizi igienici adeguati, la strada da fare è ancora lunga. Per questo, dobbiamo continuare a lottare con i nostri Partner e sostenitori per garantirne l’accesso a chi ancora ne è privo”.
 
Fondata nel 1962, oggi la Banca di Cherasco conta 27 agenzie tra le province di Cuneo, Torino, Genova e Savona e circa 170 dipendenti con un’età media inferiore ai 39 anni. Proprio la giovane età dei collaboratori è uno dei punti di forza dell’istituto perché garantisce quella dinamicità da sempre apprezzata dalla clientela e dai suoi oltre 12.000 soci. Competenza e forte radicamento nel tessuto socio-economico del territorio fanno della banca un affidabile punto di riferimento per la capacità di rispondere alle richieste a sostegno della crescita delle comunità in cui opera. Per informazioni www.bancadicherasco.it
 
UFFICIO STAMPA BANCA DI CHERASCO
Via Bra 15 - 12062 Roreto di Cherasco (CN)
Pellegrino Anna – pellegrinoann@cherasco.bcc.it – Tel. 0172.486701 – Cel. 331.6415550
 

Fino a fine ottobre: "Un sacchetto di mele per l'Africa" in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione

 
 
Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che quest'anno con il titolo "CAMBIAMO IL FUTURO DELLE MIGRAZIONI. Investiamo nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale" è dedicata ai temi delle interconnessioni tra sviluppo/sicurezza alimentare/migrazioni. 
Nelle due settimane precedenti e successive alla Giornata, LVIA organizza una serie di iniziative con l'obiettivo di informare, dibattere e coinvolgere la cittadinanza su tali interconnessioni. Il contenuto delle iniziative è ben riassuno nel "motto" coniato da LVIA "COLTIVIAMO IL NOSTRO FUTURO. Diamo risposte concrete nelle terre di origine"
 
 
Weekend 14 e 15 ottobre e fino a fine mese:
LVIA torna con “Un sacchetto di mele per l’Africa”
A sostegno dei progetti LVIA in Guinea Bissau per la sicurezza alimentare
e per garantire il diritto a restare nella propria terra d'origine

Sabato 14 e domenica 15 ottobre e fino alla fine del mese tornano nelle province di Torino e Cuneo, e a Galliate, i banchetti dell’associazione LVIA con l’iniziativa “Coltiviamo il nostro futuro, diamo risposte concrete nelle terre di origine. Un sacchetto di mele per l’Africa”.  

Circa 200 volontari saranno coinvolti nell'organizzazione di banchetti di sensibilizzazione e raccolta fondi attraverso la distribuzione - a fronte di un'offerta minima di 5 euro - di 12.000 kg di mele certificate IGP e di alta qualità, messe a disposizione da Assortofrutta tramite la sua associata Ortofruit Italia
TROVA IL BANCHETTO PIU' VICINO A TE SULLA MAPPA >> 

Il tema scelto per l'edizione 2017 della Giornata Mondiale dell’Alimentazione “Cambiamo il futuro delle migrazioni. Investiamo in sicurezza alimentare e sviluppo rurale". Perciò abbiamo sceltro di sostenere i progetti che LVIA promuove in Guinea Bissau per la sicurezza alimentare e garantire il diritto a restare nella propria terra d'origine.

Dell’oltre 1 milione e 500mila abitanti della Guinea Bissau, la maggior parte vive con 1,5 dollari al giorno. Molti si adoperano per superare la condizione di povertà e lavorare la terra per sfamare la propria gente.

LVIA è impegnata da oltre 15 anni nel paese, dove opera a con agricoltori, tutelando la biodiversità locale e la dimensione familiare dell’agricoltura. Tra "le chiavi" per passare da una produzione di sussistenza ad un’attività agricola redditizia, LVIA supporta i produttori nell’organizzarsi in cooperative e promuove la realizzazione a livello comunitario di Centri di Servizio Rurali, che mettono a disposizione degli associati magazzini per lo stoccaggio della produzione, macchine per la trasformazione di prodotti, sementi locali selezionate.

Dallo scorso settembre, grazie ad un progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, LVIA accompagna 6 Centri di Servizio Rurale. In questi mesi è stato possibile aumentare l’offerta di servizi e quindi le opportunità di lavoro per giovani e donne, dando così una vera alternativa alla fuga dalle campagne verso i centri urbani, alle migrazioni verso i paesi limitrofi o ai più pericolosi percorsi migratori verso l’Europa.  

Scopri di più sul progetto PUCEI-lavoro per i giovani costretti a migrare >> 

 

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