Albania

Partner e finanziatori

in
In Italia
Ministero Affari Esteri Italiano; Fondazione Cariplo
 
In Albania
FondiBESA; Municipalità di Scutari; Diocesi di Sapa; Diocesi di Scutari
 

Staff e contatti

in
 
Sede LVIA
Lagjia: Vasil Shanto
Rruga: Studenti, prane Zyra e Taksave
Scutari
tel. +355.682018113
albania@lvia.it
 
Staff
Reppresentante paese: Andrea Lo Iacono
Amministrativo: Jetmir Banishta
Tecnici: Besmira Kukaj, Ndoc Kuka, Arben Doda
Logista: Vladimir Odeja
 

LVIA in Albania

in
 
La LVIA è stata una delle prime ONG ad intervenire in Albania appena il Paese ha aperto le frontiere e sono caduti i muri che il regime aveva costruito per isolare la popolazione. Grazie allo slancio umanitario di don Aldo Benevelli, il fondatore di LVIA, e all’aiuto della Caritas Piemonte, dal 1991 al 1993 i volontari LVIA hanno portato aiuti umanitari di emergenza (distribuzione di viveri e beni di prima necessità) a migliaia di famiglie nei distretti di Scutari e Lezhe. LVIA ha contribuito alla costituzione nella capitale Tirana del Centro Caritas ed all’avvio delle strutture di assistenza della Chiesa locale.
 
Nel 1993, l’intervento di emergenza si trasforma in un progetto che ha occupato migliaia di persone in lavori socialmente utili ed in un Programma di promozione plurisettoriale nel Distretto di Scutari per la realizzazione di una ventina di aziende agricole familiari in altrettanti villaggi del distretto. Sono state promosse e realizzate varie iniziative di sviluppo sociale sia nei villaggi rurali (corsi di formazione volti all’emancipazione della donna, pozzi ed acquedotti, riabilitazione di scuole ed asili, ambulatori, microprogetti ecc) che in ambito urbano (corsi di avviamento al lavoro di giovani disoccupati).

Durante l’emergenza del Kosovo, LVIA ha potuto organizzare l’assistenza a migliaia di profughi fornendo generi di prima necessità, servizi ed assistenza sanitaria e gestendo direttamente un Centro di Accoglienza per 800 persone, rivolto in particolar modo ai soggetti più vulnerabili quali bambini con disabilità ed anziani. Sono state inoltre ristrutturate le scuole di Pistull (1600 allievi), di Barbullush e di Boga (comune montano).

A partire dal 2000, alcune aziende agricole si sono consociate per affrontare meglio la sfida dello sviluppo e la sostenibilità. LVIA ha fornito l’assistenza tecnica qualificata ed il supporto finanziario per realizzare in alcune aziende un’efficace meccanizzazione agricola, impianti d’irrigazione, canalizzazioni, ecc. Sono entrati in produzione la cantina sociale, due piccoli salumifici e si è sviluppato un programma di diffusione dell’apicoltura ed allevamento di piccoli animali. La commercializzazione dei prodotti è stata promossa sotto il marchio comune NANA NATHYR e sono stati realizzati alcuni investimenti nel sistema di trasporto e distribuzione dei prodotti (magazzini al mercato generale, negozio a Scutari, materiale d’imballo, marketing). 
Da segnalare, la collaborazione tra la LVIA e la Scuola di Specializzazione in Tecnologia, Architettura e Città del Politecnico di Torino a sostegno delle istituzioni locali. 
 
Il Ministero del Welfare Italiano ha affidato a LVIA le indagini conoscitive della situazione familiare ed ambientale per l'eventuale rientro in Albania di minori non accompagnati residenti in Italia.
LVIA ha accumulato negli anni una buona esperienza nel settore della formazione professionale ed avviamento al lavoro dei giovani in Scutari ed in alcuni centri rurali (Bushat, Nenshat, Pistull), organizzando corsi per muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, elettrauti, lavorazioni dell'alluminio, per le ragazze corsi per artigiane argentiere, corsi di taglio e cucito, maglieria e per parrucchiere.

Nel 2004, la FAO ha chiesto di ripetere l'esperienza nella zona di Durazzo per lo sviluppo della viticoltura.

L’Ambasciata italiana a Tirana all’inizio del 2005 ha chiesto a LVIA di redigere un piano per lo sviluppo rurale del nord Albania dal quale è scaturito un intervento pluriennale a favore della parte più disagiata della popolazione.

Le attività di LVIA in Albania si sono concentrate negli ultimi anni in interventi di sviluppo rurale diretti verso la base produttiva e solo indirettamente verso le isituzioni ed amministrazioni locali. LVIA, rafforzando le categorie dei produttori, si fa carico delle esigenze del mondo produttivo promuovendo percorsi di sviluppo che facciano ricorso alle risorse endogene del territorio. In ultima analisi, l’organizzazione di categorie di produttori mira a creare una rappresentanza dalla base reale, per una riforma delle politiche agricole che facciano riferimento ai diritti delle comunità rurali.

Nello specifico, LVIA interviene a difesa dei diritti delle comunità rurali, per dare voce a rivendicazioni su un patrimonio di competenze e lavoro concretizzato nelle varietà autoctone coltivate oggi. Oggi la tendenza delle politiche è di non valorizzare, e in alcuni casi nenche riconoscere, le realtà produttive del territorio perchè non sono adeguatamente visibili e rappresentate. In questo senso, LVIA ha operato per un riconoscimento delle istanze del mondo rurale.

Attualmente LVIA sta lavorando all’interno del programma di conversione del debito tra l’Italia e l’Albania (IADSA), con enti pubblici albanesi, in un’ottica di empowerment.

Prosegue il progetto Albania Domani, nel quale la LVIA, oltre agli aspetti della promozione dei prodotti tipici, si è avvicinata al tema della formazione di categorie svantaggiate, soprattutto in ambito rurale. 

Partner locale principale di LVIA in Albania è il Consorzio dei viticoltori del nord (www.kvvvsh.org).

L’azione di LVIA ha incoraggiato anche la nascita di una fitta rete di relazioni tra il Consorzio e le cantine dell’intero territorio albanese e con la Facoltà di Agraria dell’Università di Tirana. Il Consorzio è inoltre socio del primo Convivium Slow Food d’Albania.

La nascita del Consorzio ha anticipato la realizzazione della nuova legge albanese sul vino e le uve che recepisce il regolamento comunitario 479 del 2008. Purtroppo il processo di elaborazione del testo legislativo ha avuto inizio prima del nostro intervento e solamente le singole cantine socie hanno potuto partecipare ai tavoli di concertazione. La nascita del Consorzio rappresenta comunque un unicum nel panorama vitiviticolo albanese dunque prefigura possibilità di ampliamento e replica.

Attraverso una serie di azioni trasversali quali la formazione, l’assistenza tecnica, il merketing, la promozione territoriale, lo scambio di esperienze e la ricerca, LVIA ha promosso la crescita delle competenze creando una importante rete di relazioni transnazionale che l’ha portata ad esempio a oganizzare presso il Vinitaly di Verona una degustazione di vini balcanici provenienti da 7 paesi diversi. 
 
Negli ultimi 5 anni, LVIA ha realizzato progetti con il contributo di: Ministero Affari Esteri Italiano, ong locali, Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cariplo e Istituti di microcredito albanesi. Organismi pubblici e privati sono stati coinvolti per trasferire competenze ed esperienze tra questi: Slow Food, Vinitaly, FISAR, Facoltà di Agraria dell’Università di Tirana ecc.

 

Qualche informazione:
Osservatorio Balcani Caucaso, Aprile 2013. Balkan wine tasting al Vinitaly 2013:
 
Notiziario della cooperazione italiana allo sviluppo. Febbraio 2013, pg 23-26.
 
Il Sommelier, Gennaio-Febbraio 2013, pg. 40-41, “Momenti unici”
 
Viaggiare i Balcani,  Dicembre 2012. “Produttori albanesi nella rete Slow Food”
 
Volontari LVIA , Dicembre 2012, pg. 6. “Albania in poche righe. L’impegno LVIA dai giovani alla viticoltura...fino al Salone del Gusto”
 
Il Sommelier, Luglio-Agosto 2012, pg. 9. “Albania: una combinazione vitivinicola contemporanea e tradizionale”
 

Albania - scheda paese

in
L’Albania è situata sul versante occidentale della Penisola Balcanica. Confina al Nord con il nuovo stato del Montenegro, ad Est con la regione formalmente serba del Kosovo e la Macedonia, a sud con la Grecia. Ha una superficie di 28.748 Kmq ed una popolazione di circa 3.300.000 abitanti. Altri 3.000.000 albanesi vivevano in Kosovo, Serbia, Montenegro, Grecia, Italia, in varie parti dei Balcani e negli Stati Uniti già prima dell’emigrazione dovuta alle vicende recenti del Paese. Il canale di Otranto che divide l’Albania dalle coste pugliesi è ampio solo 72 km.
L’Albania è costituita da una serie di vallate che collegano la costa alle zone montagnose dell’interno ed alle regioni centrali dei Balcani. Al nord del paese le montagne più alte (Alpi Albanesi) superano i 2000 metri. Ricche di boschi e d’acqua , alimentano grandi fiumi che scendono nella vasta pianura (200 km) lungo la costa adriatica.

L’Albania vanta una civiltà molto antica. I progenitori degli albanesi sono gli Illiri che nel 350 a.C. nella zona di Scutari (nord Albania) fecero sorgere un regno indipendente. Nelle regioni meridionali si stabilirono delle colonie greche (Durazzo, Apollonia). Le guerre di Roma per la conquista dell’Albania si conclusero solo nel 168 a.C. Soggetta a successive invasioni e spartizioni dal 1388 venne occupata dall’impero ottomano ma, grazie all’eroe nazionale Giorgio Castriota, detto Scanderberg (1403-1467) figlio del capo tribù dei Mirditi, risorse lo spirito di indipendenza ed orgoglio nazionale che portò ad una dura e vittoriosa lotta contro l’invasore. Il vessillo dei Castrioti è l’aquila nera bicipite su fondo rosso, che divenne bandiera nazionale. L’Albania cadde, poi, sotto dominazione turca e l’islam entrò nella vita degli albanesi. Gli ortodossi nel sud del paese restarono legati all’autorità spirituale del patriarca greco. I cattolici conservarono la propria fede nelle montagne del nord Albania.

Tutto l’ottocento fu caratterizzato dal risollevarsi dello spirito di libertà e autonomia che portò all’indipendenza nel 1912. Nel 1920 l’Albania fu ammessa alla Società delle Nazioni. L’occupazione italiana sostenne la monarchia di re Ahmed Zog (1895-1961) sino al 1939, quando la corona fu assunta da Vittorio Emanuele III. La guerra di liberazione dal regime nazi-fascista fu cruciale per il futuro dell’Albania: alle prime avvisaglie di capitolazione dell’esercito occupante, le forze militarmente più coese e forti furono quelle del partito comunista albanese. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Albania si trovò isolata dall’occidente sotto la protezione dei regimi comunisti dei Balcani e della Russia, che fornirono aiuti economici e militari al regime. Dal 1978 il dittatore Enver Hoxha isolò completamente il paese rompendo anche con la Cina, con conseguenze pesanti per lo sviluppo economico, sociale e culturale del paese.

Il successore di Hoxha designato nel 1982, Ramiz Alia, dovette rassegnarsi all’esplosione d’insofferenza popolare nel 1990 w al massiccio esodo (50.000 persone verso l’Italia) di fronte alla crisi economica e di regime. Le prime elezioni libere del marzo 1991 hanno portato ad un nuovo governo ed alla costituzione di una repubblica parlamentare. Il cammino di crescita e rafforzamento della democrazia nel Paese ha visto momenti di difficoltà interna e esterna culminate nella rivolta del 1997, dovuta allo scandalo delle finanziarie che ha coinvolto elementi del governo. In seguito gli albanesi hanno dovuto affrontare la crisi kosovara e l’emergenza dei profughi.

L’Albania, aiutata e sostenuta dalla comunità internazionale ed in particolare dall’Italia, ha superato queste crisi e fino a qualche anno fa era ben avviata a diventare un paese integrato in Europa, con un governo impegnato a dare regole certe e a farle rispettare. Sono state realizzate delle riforme volte al decentramento amministrativo e fiscale. Le elezioni politiche del luglio 2005 hanno visto il ritorno di Sali Berisha, uomo del nord che ha democraticamente sconfitto il leader socialista. Si sono realizzati interventi importanti nelle infrastrutture del Paese (strade, acquedotti, elettrificazione) ed il Governo ha potuto contare fino a pochi anni fa sulle rimesse degli immigrati. Il fenomeno dell’emigrazione si sta stabilizzando anche se rimangono i problemi legati all’esodo dei quadri più qualificati ed alla necessità di ridare fiducia a chi è rimasto, sul futuro sviluppo del Paese. Si devono combattere le spinte conservatrici della società e la corruzione. La vita è migliorata da quando si è passati da 10 ore di elettricità al giorno a 24. Il paese si è aperto con fiducia al turismo grazie alla sua vicinanza, l’accessibilità nei costi e le potenzialità ambientali

Le ultime elezioni politiche hanno visto la formazione di nuove coalizioni. Le questioni politiche stanno sempre più cedendo il passo rispetto a quelle economiche e dopo l’ubriacatura dei festeggiamenti per i 100 anni di indipendenza, alcune questioni spinose sono tornate a farsi sentire, come le seguenti, che ci sono state segnalate dal nostro rappresentante paese:
  • Un passo in dietro del governo in merito alle armi chimiche siriane che sarebbero dovute essere smaltite in Albania. In effetti, dopo che il Partito Socialista ha sventolato la bandiera ecologista chiudendo alle importazione di rifiuti urbani da trattare in Albania, al popolo albanese è sembrato irragionevole accettare di ricevere le armi chimiche siriane. Ne è seguita una protesta popolare a-partitica che ha avuto un risultato storico. Attualmente le armi chimiche sono state dirottate sul porto di Gioia Tauro.
  • Aumenta il debito pubblico (dopo gli enormi lavori pubblici recenti) e calano le aspettative di crescita del PIL, il governo ha dovuto modificare una legge che prevedeva uno sbarramento sul rapporto debito/PIL.
  • A fine anno 2012 gli statali si sono ritrovati senza stipendio, il che manifesta una sostanziale mancanza di liquidità nelle casse dello stato.
  • Si rimanda il processo di adesione all’Unione Europea, causa la mancata approvazione di tre leggi, per l’ostruzione dell’opposizione. Dopo le elezioni di giugno 2013, la procedura è stata ulteriormente prorogata al giugno 2014.
  • In molti quartieri della periferia di Tirana l’eletticità è stata tolta per settimane, stessa cosa per le zone rurali, si evocano problemi tecnici.
  • Iniziato uno sciopero della fame da parte di un gruppo di ex prigionieri politici che non hanno ricevuto il compenso previsto, una persona si è data fuoco morendo, è intervenuto anche l’ambasciatore americano.
  • Il governo, con un accordo bilaterale con la Grecia, ha regalato una parte delle acque territoriali albanesi. I greci hanno iniziato la ricerca del petrolio su quelle acque, evidentemente la cosa era già nota ad entrambe le parti. Il tribunale costituzionale albanese ha giudicato incostituzionale l’accordo, ma i greci reclamano i loro diritti sull’accordo.
  • Continuano le segnalazioni di cittadini greci in cerca di lavoro in Albania e dei cittadini albanesi che ritornano dai luoghi di emigrazione in seguito alla crisi; da segnalare le difficoltà d'integrazione (anche linguistica) dei figli degli immigrati di ritorno.
  • Sulle celebrazioni dei 100 anni, segnaliamo che la spinta nazionalista ha avuto un'accelerazione, si parla sempre piu’ spesso di Albania entica, campionato di calcio unificato, televisioni unificate, di cambiare il prefisso del Kossovo, di onorare tutti gli albanesi del passaporto albanese ecc.
  • Rilevate tracce di aflatossine nel latte albanese, a verificarlo sono state le autorità kosovare, pare che dietro questo fatto vi sia una battaglia comerciale tra i due paesi fratelli.
 
Condividi contenuti

LVIA - Via Mons. Peano 8 b - 12100 Cuneo - c.f. 80018000044 - Contatti
Area Riservata - Privacy